L’esperienza numero uno di un viaggio a Marrakech? Di certo perdersi nel dedalo di strade della Medina, lasciandosi ispirare dai tanti punti vendita stracolmi di artigianato locale; dai banchi di street food tra saporiti spiedini, i tipici msemmen, i succhi di frutta preparati al momento; dalla bellezza dei palazzi che, di tanto in tanto, si aprono in quell’intricato intreccio di strette vie che caratterizza il souk. Una fonte di indubbio fascino, qualunque sia lo spirito con cui si intraprende il viaggio: per chi lo interpreta come occasione per entrare nella vita autentica di una città, per chi ne fa un’opportunità di shopping, per chi è curioso della natura e anche per i bambini, che non potranno resistere alle decine di gattini che dormono e giocano lungo i vicoli. A Marrakech tutto è sorpresa.
Se poi state riflettendo sul fatto che, sì, in effetti ci siete già stati 15 o 20 anni fa, beh, sappiate che ciò che vi aspetta sarà di nuovo una prima volta. Marrakech è molto cambiata, pur avendo saputo mantenere la sua anima tradizionale: a cominciare dall’aeroporto, totalmente rinnovato (a soli 20 minuti dal centro), passando per i tanti negozi di abbigliamento e oggettistica che uniscono tradizione e stile contemporaneo, per arrivare alle centinaia di riad trasformati in alberghi, a conferma dell’appeal sempre più internazionale della città. Per non parlare della zona nuova, l’altro volto di Marrakech che esploreremo più avanti.

Certo, restano indirizzi iconici da non perdere, come la Moschea della Koutoubia, la più importante di Marrakech, e la Madrasa di Ben Youssef con la vicina moschea omonima; i palazzi El Badi e El Bahia, splendidi esempi di architettura, saadiana la prima e moresca la seconda; le Tombe Saadiane. La piazza Jamaa el-Fna si conferma un luogo unico, con le sue bancherelle, i tanti banchetti che propongono zuppe, agnello arrosto, spiedini di pollo e di pesce, e le esibizioni di musicisti e danzatori. Come consigliano tutte le guide, il momento migliore per assaporarne l’atmosfera è il tramonto, iniziando con un aperitivo in una delle terrazze che la circondano. E ancora, per chi ha lo stomaco forte, le Tanneries, la zona delle concerie, che raccontano un’arte antica che permane con orgoglio, nonostante l’incalzare della modernità.

Ma accanto ai grandi classici, i visitatori possono oggi scoprire anche molteplici novità, come il Museo di Arte Culinaria Marocchina (www.moroccan-cam.com): inserito in un edificio suggestivo, ripercorre la storia della gastronomia del Marocco, suddivisa per regioni. C’è anche la possibilità di prenotare una lezione di cucina di un’ora e mezza (dai 9 anni in su), in un moderno laboratorio perfettamente in armonia col contesto. In alternativa, una sosta nella sala bar o sulla terrazza rappresenta una pausa ideale per riprendersi dal brusio del souk.

Angolo di pace e tranquillità è anche Le Jardin Secret (www.lejardinsecretmarrakech.com), aperto al pubblico nel 2016. Il complesso, restaurato dall’architetto italiano Lauro Milan, comprende un giardino islamico e uno esotico con piante da tutto il mondo. Se chiedete di Abdou come guida, saprà illustrarvi la genesi del progetto, la trasformazione degli spazi, le particolarità delle piante e gli aneddoti legati alla torre, da cui ammirare i tetti di Marrakech. Un’ora di vero piacere nella frescura del verde (perfetto per una breve nanna rigeneratrice), soprattutto se sceglierete di effettuare questa visita la mattina presto.
C’è poi Gueliz, detta anche la Ville Nouvelle: è il quartiere nuovo di Marrakech, con hotel, negozi di marchi internazionali e ristoranti. Il via vai nella zona pedonale è continuo. Qui si trova anche Meydene (www.meydene.com), uno degli spazi culturali più vivaci della città. Oltre ai concerti, da alcuni anni offre un’esperienza immersiva e multimediale grazie alla quale lasciarsi letteralmente avvolgere dall’“universo Marocco”. Ai bambini piacerà sicuramente correre tra le stelle, il deserto e le luci della Sala delle Meraviglie. Se vi trovate a Gueliz, questa è una tappa da non perdere.
Se invece il fermento della Medina inizia già a mancarvi, rientrate tra le sue mura e godetevi ancora una passeggiata in questo labirinto affascinante, in cui ci si muove con disinvoltura e in cui ognuno può sentirsi al sicuro, anche con un passeggino al seguito. L’unica accortezza è di fare attenzione alle moto numerose: non esistono zone pedonali e, anche dove lo spazio sembra insufficiente, riescono comunque a passare.
Un ultimo consiglio prima di lasciare Marrakech: tra una visita e l’altra, non dimenticate di sorseggiare un buon tè marocchino, un gesto che non può non accompagnare il vostro viaggio. E, per i più piccoli, il consiglio è di assaggiare assolutamente i tanti biscotti tradizionali.
Tornati in Italia, sentirete sicuramente la mancanza del canto dei muezzin che risuona tra i minareti. E già penserete al prossimo viaggio in Marocco, inshallah.
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