Baby news | 16 marzo 2022

Come si cura il Cordone Ombelicale? Scopriamolo insieme.

La medicazione è semplice e va ripetuta per pochi giorni dopo la nascita del bambino. L’importante è eseguirla con cura, per favorire una corretta cicatrizzazione

Come si cura il Cordone Ombelicale? Scopriamolo insieme.

In sala parto, dopo i primi vagiti del neonato, il cordone ombelicale viene annodato a pochi centimetri dal suo addome e poi reciso. Con il taglio del cordone cessa la dipendenza totale del piccolo dalla madre.

Ciò che resta del cordone è detto moncone ombelicale: da subito, subisce un processo di disseccamento e mummificazione che gli conferisce colore nero e aspetto avvizzito e che porterà al successivo distacco. In genere, il moncone cade spontaneamente fra il settimo e il quattordicesimo giorno di vita, ma può cadere già in ospedale o dopo un mese. Al suo posto rimane l’ombelico, che impiega dai due agli otto giorni per cicatrizzarsi completamente.

È importante praticare un’adeguata medicazione – che le ostetriche si premureranno d’insegnare ai genitori prima delle dimissioni dall’ospedale – per favorire la completa disidratazione del moncone, accelerare i tempi di caduta ed evitare infiammazioni o infezioni.

 

La medicazione corretta

·        preparate garze sterili, retina elastica tubolare e acqua ossigenata a 12 volumi;

·       con le mani ben lavate, imbevete appena una garza nell’acqua ossigenata e pulite l’attaccatura e il moncone ombelicale; asciugate accuratamente con un’altra garza. Non abbiate paura di causare bruciori al bambino: il moncone non è innervato ed è quindi privo di sensibilità;

·       avvolgete il moncone in una nuova garza, appoggiate l’involto sulla pancia del bambino e coprite con un’altra garza; fissate la medicazione con la retina tubolare (circa cinque centimetri di altezza), che farete passare dai piedi del neonato;

·        mettete il pannolino e ripiegatene il bordo per evitare che sfreghi contro la medicazione.

 Questa operazione va ripetuta almeno tre volte al giorno, più spesso nel caso in cui la medicazione si sporchi (si potrà approfittare, ad esempio, del cambio del pannolino).

Una volta caduto il moncone, per alcuni giorni la ferita ombelicale andrà tenuta pulita, asciugata attentamente e coperta con una garza, per separarla dal pannolino.

 

Bagnetto sì o no?

Fino alla completa cicatrizzazione della ferita, è bene evitare il bagnetto e preferire un’accurata detersione locale. L’acqua, infatti, rallenta il processo di disseccamento, accelerato invece dall’aria: nella stagione calda lasciate che il moncone e la ferita prendano aria, per favorire la rapida caduta e la cicatrizzazione.

 

Quando rivolgersi al pediatra

Anche se solo raramente, il distacco del cordone ombelicale può provocare la comparsa di infiammazioni o infezioni. Nei seguenti casi è bene contattare il pediatra: se si notano arrossamenti accentuati sulla pelle intorno all’ombelico o secrezioni giallastre alla base del moncone; se si rileva un rigonfiamento dell’ombelico stesso, che aumenta quando il neonato piange, tossisce o fa uno sforzo – potrebbe trattarsi di ernia ombelicale – se si registra un ritardo nel distacco del moncone ombelicale, cioè oltre le quattro settimane dalla nascita.

 

Ombelico Im-perfetto

L’attaccatura del moncone alla pelle dell’addome si determina soprattutto su base genetica. E così la forma dell’ombelico. Se però la pelle che dovrebbe andare a formare l’ombelico è troppo abbondante, si generano una protuberanza e una forma anomala, detta ombelico cutaneo. Ciò implica solo un danno estetico, che si può correggere con un intervento chirurgico. La situazione opposta dà vita, invece, all’ombelico amniotico, che risulta piatto e poco infossato rispetto alla superficie dell’addome.

 

Un buon rimedio naturale

Dopo aver effettuato la medicazione, potete cospargere il moncone con un po’ di polvere di arnica ed echinacea, rimedio naturale e molto efficace per asciugarlo rapidamente e favorirne il distacco una volta che si sarà seccato. I dati pubblicati sullo European Journal of Pediatrics mostrano che, rispetto ai metodi tradizionali, le due erbe riducono il tempo necessario alla caduta del moncone. Inoltre, questa cura ‘dolce’ risulta essere la meglio tollerata dal bebè e anche quella di cui genitori e infermieri si dicono più soddisfatti.

T.G.

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