Leggere inseme | 23 aprile 2022

Leggimiprima Entrare in relazione attraverso i libri

Si possono costruire relazioni profonde con i bambini tramite i libri e la lettura? Secondo Irene Greco sì, e in queste pagine ci spiega come fare partendo dal suo progetto Leggimiprima, l’arte di comunicare con i bambini attraverso i libri e le storie

Leggimiprima Entrare in relazione attraverso i libri

Incontriamo Irene Greco, libraia, mamma e ideatrice nel 2017 del progetto Leggimiprima, l’arte di comunicare con i bambini attraverso i libri e le storie. Non solo corsi, ma un intero sistema di pensiero attorno ai libri e alla relazione che, tramite essi, possiamo stabilire con i bambini. 

Com’è nato Leggimiprima?

«È nato come evoluzione di un percorso, un po’ come unire i puntini di una vita. A 19 anni ho cominciato a lavorare come libraia, studiavo da maestra ma ho amato subito questo mestiere, e ora sono passati 20 anni. Nel frattempo sono arrivati i figli, volevo crescerli nel mondo dei libri ma, come sempre con i bambini, ho dovuto abbassare le aspettative, scoprirli, ricredermi. E ho capito che, più che leggere loro delle storie, ciò che desideravo fare era creare una relazione con loro attraverso i libri. Quindi, non usare il libro come mero strumento per dire qualcosa al bambino, o per “aggiustarlo” quando qualcosa non va, tutto il contrario. Proprio i nostri figli sono il primo libro che dobbiamo imparare a leggere. E il progetto Leggimiprima nasce esattamente su questa linea di pensiero, da una citazione anonima letta in un libro: “Un figlio è come un libro: in lui scrivo, in lui posso leggere”» 

Qual è, quindi, la tua idea di libro, specialmente nel rapporto con i bambini?

«Vedo il libro innanzitutto come un oggetto con cui interagire, da toccare e scoprire nelle sue par ti. Se non ci viene detto espressamente che uso far ne, il libro non ha più limiti, lo si può esplorare come si desidera. La mia, insomma, è un’idea di libro molto liberatoria. Con questo non intendo criticare l’abitudine, molto comune, di scegliere libri da leggere ai bambini per un motivo particolare, magari per spiegare loro qualcosa. Tutti lo facciamo. Ma la natura veramente fantastica dei libri è il loro essere – e il considerarli – scevri da funzioni definite. Come in tutto, però, serve consapevolezza: sto scegliendo questo libro perché può dire qualcosa di specifico al bambino, o lo leggiamo nel segno della relazione? Oltretutto, presto sono i bambini stessi a portarci libri da leggere, e allora sì che la relazione si realizza attorno a loro». 

Quando funziona bene la lettura condivisa?

«La lettura col bambino è molto soggettiva. Funziona particolarmente bene quando non si guarda ai vantaggi futuri che la lettura porta ma ci si concentra sul qui e ora, sul presente della relazione. Gli “effetti collaterali” della lettura – sviluppo cognitivo e dell’immaginazione, focus sulle emozioni, vocabolario più ampio… – sono evidenti e importantissimi, ma vengono comunque dopo. Prima c’è la relazione, e  bisognerebbe sempre puntare a quella, senza prescrizioni a priori. Condividere con il bambino il momento della lettura fa stare bene loro e noi, e questo è  significativo e sufficiente già di per sé. Anche per questo credo molto nella varietà dei libri da proporre: a volte sono testi splendidi, per le storie che narrano o dal punto di vista iconografico, altre volte libri brutti, a volte libri adulto-centrici, altre bambino-centrici. Amo mettere insieme tutto nell’ottica della bibliodiversità, che poi è specchio della vita poiché offre diverse opzioni di mondo, senza precludere nulla».

Nella tua visione, come va strutturato il momento successivo alla lettura? È utile stimolare il bambino al confronto, oppure no?

«Rispondo rifacendomi ai “diritti del lettore” di Pennac, in par ticolare al “diritto di tacere”. Io ero la prima a porre domande ai miei figli: vi è piaciuto? Cosa ne pensate? Ma poi ho imparato da loro che perlopiù non ser vono. Spesso accade che, dopo tempo, ricordi incredibili legati a una lettura emergano all’improvviso. Il lettore legge, e cose del tutto inattese attecchiscono nel suo terreno mentale. Senza necessità di fargli domande e installare risposte. E proprio questo è il bello della lettura, quasi uno spazio mistico in cui il libro arriva ai sensi e poi produce un’alchimia che porta all’elaborazione».

Due parole sul progetto Leggimiprima.

«L’ho ideato pensando ai genitori, per raccontare cosa succede nella relazione con i piccoli attraverso i libri. Leggendo con i bambini il genitore si libera dai tabù: questioni come la sessualità, la morte e la paura diventano affrontabili, e il genitore supera i suoi blocchi, si scopre nudo davanti alla storia che legge e si rivela in toto. Nei corsi che propongo, per genitori e insegnanti dal nido alla primaria, cerco di portare sia aspetti teorici/tecnici relativi agli albi illustrati, sia proposte di lettura».

Un sogno per il futuro?

«Avvicinare agli albi illustrati i ragazzi delle superiori. Scoprire insieme la grafica, il lavoro sulle illustrazioni potrebbe essere fantastico per loro».

Cosa consigli ai genitori?

«Di divertirsi. Di entrare in libreria e scegliere liberamente cosa comprare. È sciocco dire a un genitore di non aver paura, quando si tratta della sua relazione con i figli, tutti abbiamo infiniti timori. Eppure il modo migliore per non sbagliare è divertirsi, approcciare in modalità spontanea, creativa e giocosa non solo la lettura, ma la genitorialità».

www.leggimiprima.it

 

Facebook: Leggimiprima

In libreria A maggio, Irene Greco pubblicherà il suo primo libro: Leggimiprima. L’arte di comunicare con i bambini attraverso i libri e le storie (MIMebù), un po’ la summa in versione cartacea del suo pensiero e del suo progetto. A settembre, invece, uscirà con l’editore Leone Verde il suo secondo libro, dedicato alla narrazione del cambiamento e dell’inatteso che intervengono nella vita di tutti noi. 

5 albi illustrati consigliati da Irene Greco

Aspetta di Antoinette Portis (Il Castorio, 2015): composto da due sole parole, “Aspetta” e “Presto”, rappresenta molto bene come funzionano gli albi illustrati.

Nel paese dei mostri selvaggi di Maurice Sendak (Adelphi, 2018 – 10a edizione): un grande classico per raccontare il mondo dell’infanzia ai bambini.

Voci nel parco di Anthony Browne (Camelozampa, 2017): la stessa scena raccontata da quattro punti di vista. Per imparare a porsi domande invece che giudicare.

Lupo & Lupetto di Nadine Brun-Cosme e Olivier Tallec (Edizioni Clichy, 2013): una bella metafora della capacità di accogliere l’altro nella nostra vita.

Le cose che passano di Beatrice Alemagna (Topipittori, 2019): niente si ferma, tutto passa. C’è solo una cosa, l’amore, che non cambia e resta. 

 

S.L.

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