Baby news | 26 luglio 2022, 18:15

Le prime 6 settimane dal parto - I consigli dell’OMS

Più di 3 donne e bambini su 10 non ricevono la necessaria assistenza dopo il parto. Un dato che è stato un invito per l’OMS a stilare le prime Linee guida per l’assistenza nelle prime 6 settimane dalla nascita del piccolo.

Le prime 6 settimane dal parto - I consigli dell’OMS

Chi ci è già passato sa che le prime 6 settimane dopo il parto sono un periodo particolarmente difficile. Da un punto di vista organizzativo, ma anche emotivo. E lo possiamo testimoniare noi mamme che, il più delle volte, possiamo contare su un servizio sanitario che garantisce l’accompagnamento post partum, tramite, per esempio, i consultori, e su una rete di amicizie che ci supportano e ci consigliano. I dati, però, parlano chiaro: secondo le stime mondiali, fino al 30% dei decessi materni si verifica dopo il parto, e nel primo mese di vita muoiono 17 bambini ogni 1000 nati vivi. E ancora: in questo periodo delicatissimo per mamme e neonati, più di 3 donne e bambini su 10 non ricevono l’assistenza necessaria, nonostante sia noto che le conseguenze fisiche ed emotive del parto possono essere debilitanti.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha scelto quindi di stilare e pubblicare, lo scorso marzo, delle Linee guida per fornire indicazioni sui comportamenti che possono influire positivamente sullo sviluppo del bambino e sul benessere della famiglia nel lungo termine. «Sappiamo che le donne e le loro famiglie desiderano e hanno bisogno di un’esperienza post-natale positiva e di un aiuto per superare le immense sfide fisiche ed emotive che si verificano dopo la nascita, in modo anche da rafforzare la loro fiducia come genitori», ha spiegato Mercedes Bonet, del Dipartimento di Salute e Ricerca sessuale e riproduttiva dell’OMS, tramite il sito dell’ANSA. Nel documento sono presenti 60 raccomandazioni che guardano al mondo della mamma e del neonato a 360 gradi e sono riassunte su un pdf scaricabile dal sito www.who.int/publications/i/ item/9789240045989. Interessante il fatto che, fin dalle prime pagine, si parli di come le Linee siano dedicate a tutte le neomamme, comprese le ragazze adolescenti, segno che l’OMS ripone particolare attenzione a questa fascia della popolazione. Scorrendo il pdf, una delle prime tematiche affrontate riguarda la possibilità di garantire assistenza nelle strutture sanitarie per almeno 24 ore dopo la nascita e di prevedere almeno 3 controlli aggiuntivi nelle prime 6 settimane dal parto, condizioni che non sono così scontate in molti Paesi del mondo. Si parla poi della mamma, in particolare del trauma perineale che un parto potrebbe scatenare, e della conseguente necessità di programmare una riabilitazione del perineo.

Altri temi sono quelli dell’ingorgo mammario, con suggerimenti e consigli, e delle infezioni che si potrebbero verificare nelle settimane successive alla nascita. Non viene certo dimenticato il versante della salute mentale, e per questo viene suggerito lo screening per la depressione e l’ansia. Ancora, si affronta la contraccezione post partum e si invita a svolgere attività fisica, indicando in che modalità. Per il benessere del bambino, si sottolinea la necessità di sottoporre tutti i neonati agli screening per le anomalie oculari e i danni all’udito, nonché alle vaccinazioni. Si continua con l’importanza dell’allattamento, si pone l’accento su come interagire con il bambino e sviluppare una relazione sia alla base di una crescita sana ed equilibrata, e si presenta il modo più sicuro in cui posizionare il piccolo durante la nanna. Una sezione del documento è dedicata ai papà e a quanto il loro coinvolgimento sia una componente fondamentale nella cura del neonato e nel supporto alla donna. Un’ultima nota che non passa inosservata: le Linee guida fanno chiaro riferimento all’Agenda 2030, il nuovo quadro di riferimento globale per l’impegno nazionale e internazionale teso a trovare soluzioni comuni alle grandi sfide del pianeta, quali l’estrema povertà, i cambiamenti climatici, il degrado dell’ambiente e le crisi sanitarie.

Perché le politiche e gli Stati non guardino solo alla sopravvivenza di mamme e bambini, ma anche alla loro salute e al loro benessere. Questo vuole essere l’invito dell’OMS.

Cos’è l’OMS?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS, in inglese WHO, World Health Organization) è l’agenzia delle Nazioni Unite specializzata in questioni sanitarie. Ha sede a Ginevra ed è composta da 194 Stati membri (tutti gli Stati membri dell’ONU meno il Liechtenstein e con l’aggiunta di 2 territori autoamministrati del Pacifico). L’Organizzazione è stata fondata nel 1946, subito dopo la nascita dell’ONU, ed è entrata in funzione nel 1948. L’articolo 1 della sua Costituzione recita: «The objective of the World Health Organization shall be the attainment by all peoples of the highest possible level of health», e ciò equivale a dire che il suo obiettivo è il raggiungimento, da parte di tutte le popolazioni, del più alto livello possibile di salute, parola intesa non come l’assenza di malattie, ma piuttosto come uno stato di benessere fisico, mentale e sociale. Periodicamente vengono pubblicate delle Linee guida che possano essere di indicazione per il benessere della persona da più punti di vista.

L.S.