Tutti a tavola | 26 marzo 2022

Bio, fin dal primo giorno. E meglio iniziare già con il pasto giusto.

Lo svezzamento è il periodo fondamentale per gettare le basi della corretta alimentazione del bambino. Scegliere cibi naturali e biologici fin dalla prima pappa può essere la chiave per assicurargli una crescita sana, riducendo inoltre il rischio di obesità

Bio, fin dal primo giorno. E meglio iniziare già con il pasto giusto.

Quando si tratta dell’alimentazione dei bambini, si vorrebbe poter offrire il massimo della qualità e della sicurezza. Per questa ragione, sono sempre di più le mamme e i papà che optano per il biologico dopo la nascita di un figlio (e spesso fin dalla scoperta della gravidanza).

Gli alimenti biologici, infatti, non sono trattati con prodotti chimici, sono privi di additivi e liberi da Ogm. E questo è vero nel caso tanto dei cibi freschi (frutta, verdura, carne, formaggi, yogurt, latte…) quanto dei baby food, ovvero gli alimenti confezionati per l’infanzia (omogeneizzati, farine, pappe pronte…), specifici da zero a tre anni. Preferire il bio è una scelta etica e salutare: farlo fin dalla prima pappa significa accompagnare nostro figlio verso abitudini alimentari sane, che si acquisiscono e consolidano proprio a partire dallo svezzamento.

 Più virtù, meno ‘vizi’

Anche le produzioni bio utilizzano alcune tipologie di agrofarmaci: lo accerta Agrofarma (Associazione nazionale Imprese Agrofarmaci), spiegando che l’uso di queste medicine è essenziale per la cura delle piante e la sicurezza della materia prima agricola. Ma chi consuma abitualmente frutta e verdura bio espone il suo organismo a quantità decisamente inferiori di pesticidi ed erbicidi (particolarmente dannosi per i bambini).

Dagli studi più recenti risulta che le carni bio sono meno grasse e quindi meno caloriche, con un maggior tenore di acidi grassi insaturi. Inoltre, l’analisi delle carcasse di animali allevati con metodi biologici ha evidenziato un più alto contenuto di grasso intramuscolare, che dovrebbe comportare un sapore migliore.

Rispetto, invece, al supposto minor impatto ambientale degli allevamenti bio, andrebbe valutato caso per caso, data la quantità di parametri da considerare: non solo alimentazione degli animali e terapie veterinarie, ma anche condizioni di vita, metodi produttivi, modalità di trasporto delle carni...

 Svezzare bio

Ferme restando le regole fondamentali dello svezzamento (dopo i sei mesi, inserimento graduale e accorto degli alimenti, proseguimento dell’allattamento… – una guida esaustiva è stata pubblicata sul numero di Nascere Mamma della primavera 2016), quando si tratta d’introdurre i primi cibi solidi nell’alimentazione del bambino si può scegliere: bio o convenzionale? Se le prime pappe si cucinano a casa – e questa, possibilmente, è sempre la strada da preferire, avendo cura di selezionare materie prime fresche e di stagione (le verdure per il brodo, la prima frutta da grattugiare, il primo pollo…) – l’opzione bio comporta sicuramente vantaggi in termini nutrizionali e salutari. Se invece ci si rivolge ai baby food, una precisazione è essenziale: tutti, biologici o meno, sono sottoposti a controlli molto più severi rispetto ai prodotti destinati agli adulti, il che li rende molto più sicuri. Ciò detto, quando il tempo scarseggia o non sono reperibili alimenti freschi, la scelta del biologico confezionato rappresenta sicuramente la soluzione più saggia. 

Filosofia bio

L’agricoltura biologica asseconda la natura: rifiuta soluzioni chimiche e genetiche, chiede ai produttori responsabilità ecologica, produce per la qualità, estensivamente e non intensivamente, punta alla conservazione delle risorse, alla salvaguardia ambientale e al benessere degli animali. Per le loro caratteristiche, i prodotti biologici sono sicuri e con valori nutritivi più elevati (è stata provata la maggior quantità in vitamine, sali minerali e oligoelementi). E se il prezzo è spesso più alto, ciò si deve ai costi di certificazione (con controlli in tutte le fasi della produzione, dal campo alla tavola), alle produzioni più contenute, alla manodopera più numerosa.


L’INCHIESTA

Secondo un’inchiesta pubblicata alcuni anni fa sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, i bambini allattati al seno e poi svezzati con cibi bio (ortaggi, carni, pappe…), preparati secondo metodi di cottura sani, godono di uno stato di salute migliore e sono più forti anche durante la crescita, presentando inoltre una minor percentuale di massa grassa corporea e una miglior densità ossea.

T.G.

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