Tutti a tavola | 02 aprile 2022

Cioccolato, sì o no?

Quando si parla di cioccolato, si scatenano diatribe tra mamme favorevoli e contrarie: un pezzetto non può far male, meglio quello fondente, solo dopo i tre anni Sono tanti i miti da sfatare. Con la Pasqua alle porte e nonni e zii prodighi di uova di cioccolato per i nipotini (ne riceverete anche se vostro figlio ha solo sei mesi…), diventa tanto più importante fare un po’ di chiarezza.

Cioccolato, sì o no?

Non è vero che il cioccolato è in cima alla lista degli alimenti allergizzanti. Si colloca infatti dopo pesce, uova, latte vaccino, sedano, fragole Gli esperti spiegano che meno del 2% dei soggetti che già soffrono di allergie (asma, riniti, orticaria) rischia reazioni da assunzione di cioccolato.

È vero che il cacao è ricco di ferro, antiossidanti e polifenoli.

Non è vero che fa male ai denti. La polvere di cacao ha proprietà anticariogene per la presenza di tannini, fluoro e fosfati.

È vero che è uno stimolante e un antidepressivo. Contiene endorfine e teobromina, che migliora la concentrazione e la prontezza di riflessi, e favorisce la produzione di serotonina, che agisce a livello cerebrale infondendo tranquillità e migliorando l’umore.

Non è vero che provoca l’acne. L’American Medical Association conferma che l’acne in adolescenza è legata soprattutto a fattori ormonali.

È vero che alcuni prodotti in commercio a base di cioccolato sono ricchi di grassi insaturi e zuccheri.

Non è vero che è di difficile digestione. È esattamente il contrario: il cioccolato, specie se al latte, è tra gli alimenti che vantano la più bassa permanenza nello stomaco in assoluto.

È vero che è ricco di calorie: 530 kcal per 100 grammi di fondente, 535 kcal per la stessa quantità di cioccolato con le nocciole e 540 kcal per quello al latte.

Non è vero che alza il colesterolo. Nel cacao e nel cioccolato fondente non se ne trova proprio traccia; in 100 grammi di cioccolato al latte sono contenuti 16 milligrammi di colesterolo; in una tazza di cioccolata calda solo 8 milligrammi (la stessa quantità di un vasetto di yogurt).

Cioccolato e bambini

Tutto considerato, il cioccolato non è il peggiore dei mali, anzi. Può quindi essere inserito nella dieta dei bambini, in media dopo i due anni. L’importante è che si tratti di assaggi saltuari, che le dosi siano contenute e che si prediligano sempre prodotti di qualità (tanto per il fondente quanto per il cioccolato al latte). Per il suo potere eccitante, non offritelo ai bambini nelle ore serali. Inoltre, meglio evitare le varietà complesse (cioccolato aromatizzato, con mandorle, nocciole o cereali) e non abusare di uova di Pasqua, barrette, cioccolatini ripieni e merendine: sono ipercalorici e favoriscono l’obesità infantile. Stesso discorso per quanto riguarda il cioccolato bianco: non contiene cacao, solo burro di cacao, ed è il prodotto più ricco di grassi e zuccheri della categoria.

Redazione

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